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la scelta del titolo non è mai locale

Sta per tornare Adriano Celentano. Ho mal di testa. I buchi di parole valgono miliardi. Essere pagati per saltare le parole. Per annullare le frasi. Essere pagati per pubblicizzare l’interruzione del pensiero senza riempirla, quell’interruzione, di alcun pirla di rien (niente). Però c’è qualcosa di drammatico e ricreativo in tutto ciò, come diverte, a suo modo, la lacrima della signorina in foto quando al signorino in foto gli si ghiacciano i polmoni.
Il sogno di chi cerca qualcosa dalla scrittura… no, dalla tessitura, da qualunque tessitura, è accumulare una buona dose di filamenti per farci un giorno, il giorno del sogno, quantomeno un baco. Per avvolgercisi. Cisì. Ma il sogno superiore, quello così alto che la fantasia onirica svapora all’avvicinarlo, è far farfalle senza adoperare filamenti. Fare materia nel vuoto. Poi sulla natura della materia, sulla sua temporanea condizione chimica, lì si gioca la calatura del manifattore. E il passo fra merdaiuolo e cioccolataro è breve.

Un posto miracoloso è questo cucuzzolo nel mediterraneo. Osanna, osanna, osanna.

Pubblicato il 26/11/2007 alle 2.46 nella rubrica 'O Munaciell'.

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