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certe cose inutili

Una vita fa, quando ero ancora uno sbarbatello mignottaro, mi pare d’aver fatto qualche anno di giurisprudenza. Poi l’ho abbandonata, come i grandi letterati (… intraprese gli studi giuridici poi abbandonati per passare a temi e interessi di più difficile collocazione sociale e di gran lunga meno remunerativi…). Eppure mi pare, in questa ricerca di dar certa sembianza al passato, che fra una fichetta e l’altra (oh neutri tempi andati!) sia capitato su un concetto basilare. Ora è dura smuovere il calcare e riacquistare brillantezza, ma mi pare che l’omicidio volontario si distinguesse a quei tempi da quello colposo per la volontà – guarda un po’! Mi pare, ancora, che colposo facesse e faccia riferimento alla colpa – ma tu vedi? – comunque imputabile, escludendo la volontà. Ora io, non avendo alle spalle nemmanco un anno di studi neurologici, non so dirvi se colui che ha l’arma semplicemente cacciandola dalla fondina esprime un atto di volontà, ma so dirvi, avendo alle spalle un variegato campionario di giuochi a pistolette e piedi di tavoli interpretanti mitra, che l’unico modo per sparare è cacciare la pistola dalla fondina.

Pubblicato il 16/11/2007 alle 18.51 nella rubrica mirada pirata.

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