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In Così parlò Zarathustra Nietzsche scrive che “il superuomo è il senso della terra” presagendo l’avvento di un’umanità superiore che renda immaginabile l’uomo come “un cavo teso tra la bestia e il superuomo”. Tenendo a distanza tanto la banale interpretazione evoluzionistica dell’oltreuomo quanto la traduzione politica che fu comodamente brandita dall’ideologia nazista, appare nella sua piena attualità ancor oggi manifesta e necessaria una sana volontà di rovesciamento della morale platonico-cristiana sempre piangente e mai agonizzante. Questo perché quanto un pensiero sia fecondo è dimostrato non già dal governante che ne adopera le estrinsecazioni a piacimento né dal potere consolidato che ne denuncia il vizio, ma dall’espressione della creatività dell’uomo comune che incappa, volendo o più semplicemente sentendo, nel rumore di fondo che fa da volta alla teoria senza prenderne la voce ma muovendone all’unisono le corde. Uomo qualunque, ad esempio, come il giovane Daniel Boyle di Manchester, classe 1956, di famiglia proletaria e cattolica.
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Pubblicato il 30/10/2007 alle 14.18 nella rubrica Diario.

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