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una rivelazione personale

 

In un paragrafo m’imbatto in tal Coserius che dice pure cose interessanti, ma che fondamentalmente, come tutto l’esame che sto preparando, si occupa di regolamentare la testualità – e secondo me è operazione da cappio al cappio. Allora mi fermo. Serve un post, una rivelazione per contrastare la gabbia.

Ma questo cos’è? Non è un blog politico perché… insomma la fede non c’è. Nemmeno un cineblog, perché ne ho visto qualcuno e la percentuale di parole sul cinema qui è ridotta rispetto al corpo… capelli, diciamo, ciuffi. Non è un blog d’informazione, né di formazione, forse di disformazione. Non è un blog artistico perché conosciamo il senso del lemma e a dispetto del narcirismo ce ne guardiamo bene. Allora, cristo santo, questo è un blog personale!

Così buttiamola così: personalmente in questa settimana ho giocato due volte a calcio senza rompermi né ossicini né legamenti. Personalmente faccio progressi. Personalmente ho un rapporto privilegiato col colpo di tacco, alla veronica le do il tu e lei mi da il voi per rispetto, i passaggi so disegnarli oltre la media della percezione umana, poi so spostare la squadra mia e quella avversaria, so aprire spazi, so chiuderli, so fottere col tunnel e col peso del corpo, so guardare di lato e dietro tenendo gli occhi in avanti, so segnare di potenza e di destrezza, anche di cazzimma.

Però ci sono un paio di ragazzini del ’90, ragazzini di dieci anni più giovani di me che mi passano letteralmente per testa, e non si fermano mai né sputano a terra, e mentre li marco coi polmoni che gracchiano loro hanno la faccia liscia con una goccia una di sudore. Io a fine partita se mi siedo solo per un attimo non mi alzo fino all’una del giorno dopo, quelli invece parlano di pizza birra e rimorchiate.

Personalmente giocare a calcio mi fa sentire semipensionato. Ma è bello, che vvuo’ fa’!

Pubblicato il 7/7/2007 alle 16.49 nella rubrica Diario.

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