Blog: http://ciromonacella.ilcannocchiale.it

Quinta tappa: Molosiglio, Chiatamone, Piazza Vittoria

 

Che quello che Siamo stati è di gran lunga atipico. Che non c’è tipo alcuno che resista al burrascarsi del nostro sangue. Che chi non ci nasce, di quel sangue infetto, non sa di pustole, né in alcun modo di tipi, o di tipici. Che il panorama in porcellana è affare suino, da pochi spiccioli in bacheca. Che non c’è amalgama. Mai. Che c’è incesto e uxoricidio, e ogni Caino pure. Che da lassù, da laggiù, solo l’eco di canzonette, di cartoline coi pennacchi fumanti, di compassione che sorride.

Esigo che venga cotto, bruciato, il passito, il passato. E oggi lo mangio. E ne spezzo e ne distribuisco. Acchiappa!


Mazza e Panella


… per fare i figli bell’. Mazze ripiene di crema di panella e scuncigli di mare apotropaici. Perché non c’è bontà, qui, solo bellezza.

 


Baccalà Scugnizzo


Filetti di baccalà pescato a Nisida, con salsa di quel gran pezzo di sole che abbaglia e asseta Napoli.

 


Sorbetto Di Mare


Sorbetto di latte di mammella di mamma d’entroterra, all’aroma di spaghetto a vongole.

 


Polpetta Melodiosa


Polpetta di coscia di mandolino. Condita al sangue che lamentiamo di buttare, e al pelo pubico di facildonna dei quartieri.

 


Vinello Vesuviano


Vino di pomodorino. Dolce e aspro. Bello e brutto. Rosso e bianco. Secco e amabile. Moglie e puttana. Fermo e mosso. Per ricordare che non c’è tipo e non c’è foto. Perché la luce è una mossa.




Franchetiello Fecatiello, sceff.

Pubblicato il 12/6/2007 alle 14.15 nella rubrica fantacucina.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web