Blog: http://ciromonacella.ilcannocchiale.it

Il retro di Napoli

Era un bel pò che non mettevo le parole in quella forma fragile che ha i suoi illustri nomi e che a pudore taccio, passo avanti. C'è stato il tempo delle candele a mezza notte, e quella voce debole pareva contenere la lama elettrica che segna il pozzo da dove verità caccia capelli, e bagna terra e secca lago. Poi lo squarcio c’è sempre lo squarcio. Da lì si casca dando di petto e al minimo di pancia. Ora ho un ghigno che se il me di notti ed anni fa vedesse ammazzerebbe, che ho perso la purezza. E che non c'è mai stata. Io oggi so che il brutto il gobbo il tozzo è pure la natura, ne è l'andazzo: a chi presume di poter reggere la piuma, a voce d'oca, resta un cinque centesimi bronzato, un ghigno, una modica sostanza di impalpabile carta luminosa, e il punto.
Questo guaio in questa forma e quanti appresso ne verranno si devono a Marzia che sa la lotta del suo nome, a Paolo&Pasquale che chi sono loro, loro lo sanno.

(cioè: accetto contributi, offerte, sovvenzioni, ma declino ogni responsabilità… mi si dirà “posizione comoda!”, “ma io sono l’autore!” gli risponderò)

 

 PIAZZA GARIBALDI -il retro di napoli-

 

semi schiusi in rododendri scalzi
fuori piazza lo stomaco la statua
li soggiace lì un rotto di strofa
e quanto fiore storico bifaccia
 
generale del deserto e dei due buchi
la sua falange magrebina fuma
del grigio e nero pubico su scala
di loro il cui di sotto sa di vento
 
frolla un muro, di quel vento slavo
diminutiva in neve dice di seconde
linee pertiche tetrangolari sangui:
vecchio mio vico vedo vita cieca!
 
generalessa del mare e del ponteggio
napoli quando ne fai di brina una bisaccia
e quei quattro sgherri della piazza
faccia la dice punti cardini e molliche
 
dai dai dai, di scimitarra straccia
tratta del grano ché si nutre il tempo
ho i polsi rotti, o mia ma donna
ripetuti, o mia am abile puttana
 
che paghi a dadi un rutto con un alito
per comoda dar di chiazze in nero velo
scosciando te in tondo e tutt' un palpito
col medio mio che ti spertosa il culo

O'Munaciell'







Pubblicato il 6/5/2007 alle 23.0 nella rubrica duende.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web