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il punto salato della guancia

Oggi esportiamo un po’ di democrazia, mossi da un senso di giustizia inattaccabile, finanche inorientabile tanto promana dall’alto, perché noi siamo amici di dio, perché noi siamo le unghie della sua mano soppesata da vecchia stadera, perché il sergente Paul Cortez ha stuprato e ammazzato un’adolescente irachena di quattordici fottuti quattoridici anni, liberati infine dal regime, liberati, democraziati così… ed è accusato ancora dello sterminio della sua famiglia che, si sa, non guasta mai. Ah, porcellino!
Il sergente s’era dichiarato colpevole per evitare la condanna a morte. Il soldato era un soldato, mica un nero di quartiere. E lo sapeva che la giustizia si strizza gli occhi, entrambi, a chi la guarda in faccia da pari, quasi, se non da superiori, perché noi siamo vicini a dio. Siamo, noi soldatini, la realizzazione dei suoi desideri meno comprensibili, noi soldatini, e siamo quelli che fanno il lavoro più utile a mantenere nel creato quel filo di ragione che ci separa dalle tenebre dell’inizio e da quelle della fine, noi soldatini. Ed essere vicini a dio ti dà circa cent’anni di carcere, in questi casi, ma la vita la mantieni.
Un altro soldatino, Steven Green, che aveva partecipato allo stesso festino iracheno, macchiandosi macchia più macchia meno dello stesso sangue, invece rischia la pena di morte perché non è più soldatino.

Ah, dimenticavo: è la gloriosa centounesima aviotrasportati che ha trasportato i soldatini in questione, zeppi d’alcol e droghe, a scannucchiar famigliole. Ma tanto più, aviotrasportata è quasi quasi divina lei stessa.

 

“Oh oh black betty bambalam
Oh oh balck betty bambalam
She really get me high, bambalam
You know thats no lie, bambalam
Shes so rock steady, bambalam
Oh shes always ready, bambalam”


mix del soldatino

Pubblicato il 23/2/2007 alle 15.13 nella rubrica mirada pirata.

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