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La politica estera è una cosa seria (terza e ultima parte)

                            

L’equivoco è direzionale. La politica è ferma a una visione lenta o immobile della realtà. I giochi, infatti, si decidono sulla base di divisioni destra-sinistra-centro-centrodestra-estremasinistra. Più orizzontale d’un letto su cui non c’è amplesso da secoli. In tal modo, e ciò che dico non mi pare poco, essa resta ferma poiché la relazione che intercorre fra le parti è priva di dialettica spazio-temporale. L’asse andrebbe spostato. La direzione in virtù della quale dovranno determinare il proprio orientamento politico gli uomini s’ha da esigere che sia avanti-indietro.

 

Così parlò il munaciello.

Pubblicato il 22/2/2007 alle 16.37 nella rubrica 'O Munaciell'.

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