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mulinello

            
                  Frammenti, Emilio Vedova

 

 

Una sigaretta. La notte non respira se non… Dicevo, la notte non ammazza se non per riderti in faccia, questa è la storia. Uno scorsoio affisso al muro dell’incubo, a nutrirsi delle chimere di ruggine che depongono uova, e che perciò nutrono chi si perde nelle sfoglie del sogno. Un bambino annusa la lunga lingua di un cane. L’odore della terra e della saliva mi mettono di buon umore, ma poi frana la montagna, senza lava oggi che è giorno di festa… la clemenza dell’incubo sta nel rispettare quello cui ha scelto di estrarre il fegato, soffusamente, come fosse prassi sacerdotale, ma ogni giorno e ogni no... o volevo dire sì. Sì: il ricordo dell’insegnante di filosofia che chiede di riassumere Russeau e interpreta il rifiuto come segno di timidezza, d’umanità verso il ciuccio che Russeau non lo aveva studiato. Io manco. Però sono timido e può sembrare che… Dicevo, la notte non respira se non…
una sigaretta.

 

O’Munaciell

                  

Pubblicato il 8/2/2007 alle 1.22 nella rubrica 'O Munaciell'.

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