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Vespa si butta sull'eutanasia. E l'accoppa.

Composizione faziosa degli ospiti, caro Vespa, che mi è inutile il cardinale già che c’è la Bindi, e viceversa. Ma la Bindi l’aspetto, è la prima a parlare, e stavo là ad attendermi un segno di pentimento dalla sua religione di morte. Che la Bindi brindasse? Ma era a lutto, con tagliere nero fa “si parla troppo della libertà individuale e poco delle responsabilità sociali”: de che? responsiche? Bene, temo che la donna abbia seri problemi a connettere tristezza e ragionevolezza, pecchè non si capisce a che valgano – né cosa siano – le responsabilità sociali in una società che calpesti l’individuo così, se non a far buonissimo paravento per situazioni critiche e spalle al muro come quelle, spalle, della Bindi adesso. Fanculo. Poi dice, la butta là, di “strumentalizzazione politica del caso Welby”, e io rispondo che me ne sarei accorto perché allergico ai partiti, che fanno dell’uomo pastrocchia e della pastrocchia uomo, e che non è così, e che anzi pare che i radicali siano un esatto strumento al servizio di questa causa – non caso, e non solo caso Welby. Ma… apposto, dopo cinque minuti dice “non mi viene minimamente il dubbio che qualcuno lo stia strumentalizzando”, eppure, dopo un fiato, questo dello strumento – che molti di noi lo strumento glie lo… - diviene il suo unico argomento contro Cappato, giovin spinoso. Sì, la Bindi è in crisi mistica, ma, abbiate fede, alla fine si convertirà a se stessa, ce la farà. Gli altri? Giovanardi un po’ ignora un po’ se ne fotte. La giovincella di Forza Italia invece ci piglia, ma probabilmente vuol far colpo su Cappato. Il Cardinale Lozano Burubùm Barragan, invece, è spettacolare. Cioè è preciso come tu t’immagini un cardinale, vestito da cardinale, una bella poltrona comoda e lussuosa che San Francesco probabilmente sta vomitando e s’è convertito all’anoressismo di ripiego, e tutt’orpelli rossi cardinizzi ne contornano la sagoma, e parla con una nacchera in bocca che gli impedisce di staccare a dovere la lingua dal palato, e dice filastrocche di memoria il più delle volte fuggendo il topico senza che Vespa, prostratogli come uno si prostrerebbe a una dea a forma di tetta gigante, dica a.
Però, nel marasma funerario che rappresenta la penisola e che, a dir di tanti, la governa, c’è un fatto che lascia speranzosi: la composizione delle idee che elude le divisioni partitiche, si traversa, e si evidenzia in un vecchi contro giovani, e i vecchi sono il cardinal Lozano Bunghedembàn Ragàn, Giovanardi e Bindy (figa sta y!). I giovani sanno pensare all’uomo più che all’etica paralizzata. Il futuro è nostro. Pigliatevelo in culo dalla bara.

 

 
(Vespa? Pure lui alla fine cederà al legno)

Pubblicato il 20/12/2006 alle 9.47 nella rubrica televizione.

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