Blog: http://ciromonacella.ilcannocchiale.it

La manna e l'abisso del contratto.

                                 

Il guaio è il contratto. Per definizione ha bisogno di definire. Ma definire è finire una parte a vantaggio di un'altra, dunque, da finito, non rappresenta l'infinitudine delle possibilità della realtà. (così commentavo questo post)

Oggi sono serio. E a costo di stringermi la milza farò il possibile per non bruciarmi questa serietà postandone sopra un’altra stasera. Bestemmiatemi se manco.
Parto da qui. Ogni frase limpida, che abbia potere per l’autorità che la genera, è una manna. Ed è al contempo un abisso. Manna per garantire il pubblico. Abisso per garantire, alla lunga, l’autorità. Prendo il caso specifico. La zia di Annalisa Durante testimoniava in tribunale circa le pesanti minacce ricevute da membri della famiglia Giuliano (Salvatore Giuliano era imputato per l’omicidio della piccola Annalisa). Ebbene, arrampicando l’Italiano sul dialetto, la donna annotava un paio di casi lampanti prima di giungere a dire che la madre di Salvatore, incontratala per strada, le rivolse un rutto, e la frase “e manco ti stai zitta?”. Il giudice faceva spallucce, chiedeva cosa ci fosse di male e dove si annidasse l’ ombra della minaccia. Lo chiedeva guardandosi attorno, in cerca di intesa con le facce lesse delle donne orrende che gli lustravano le natiche. Io comprendo bene che la legge esiga precisione chirurgica. Sarebbe un massacro altrimenti. Ma non lo comprendo, ahimè, solo io. Mentre la legge si leviga l’unghia dell’alluce, la camorra si fa malleabile grasso, e scivola blobbosa nelle scorze d’impurità. Signori, dico, il mondo è impuro, e la chimera della legge pura che lo salvi non regge un mezzo metro. Spago che corre, quindi, alle matasse dell’aggroviglio. Manco ti stai zitta è una minaccia non già per l’assolutezza delle parole, né per la somma dei sensi di ciascuna, né per il senso globale, né per l’apertura di sipario ruttaldino. E’ minaccia perché è. Perché il culo dello studioso, e del giudice, non sfiora cazzi di vicoli. E’ minaccia perché l’attrice è quella donna. Ma vallo a dire. Non conta, non vale una sega. L’incrinatura è che la legge debba, in definitiva, essere giusta, anche nelle sue evoluzioni. E il giusto, il retto, muore prima di Abele, sempre. Per cui, non vagheggiamo. Lo Stato non può essere ingiusto perché la legge deve essere giusta. Lo Stato non ha la forza – voglia? – per proteggere coloro che ricevono una minaccia per problemi di traduzione. Ignoranza non è mancare in Dante o in Showpenoso, che si campa uguale, stretti ma uguale. Ignoranza è mancare nelle norme non scritte che decidono la vita dei sudditi, che non si campa affatto.

Pubblicato il 21/11/2006 alle 17.41 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web