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Le avventure acquatiche del capitan Zissou

La regia è di Wes Anderson, lo stesso de’ I Tenenbaum. Il cast è di rispetto: Bill Murray, che è uno spettacolo sempre; Willem Defoe, che s’esalta nel ruolo di un burbero mezzo psicotico dal cuore lacrimevole; Angelica Houston, che è… ; Jeff Goldblum, bruno e moscone mezz’omosex; Owen Wilson, che con quel nasuccio e quella boccuccia…; e altri, tanti altri, che è uno spettacolo (c’è un brasiliano, lo chiamano Pelè, che strimpella la chitarra e canta struggenti inni portoghesi per tutto il film, sul ponte).
La trama ha un punto di fuga prospettico che sarebbe la ricerca, prima per vendetta, poi per meraviglia pura, del mitico squalo giaguaro, ma è un pretesto per affondare in avventure surreali e caricaturate: Steve Zissou (Murray) comanda una spedizione di personaggi eccentrici, sbatacchiati, che si vivono la vita come fosse un lecca-lecca.
Film stralunato, inebriato dal disordine come una nave senza pareti e piena di varietà umane. Che, ste umanità, s’incontrano e si parlano frasi di nuvole. L’improbabilità è una soglia varcata spesso, così i dialoghi, le vite, i racconti e i progetti, restano appesi al caos, e a malapena sono sorretti da una narrazione senza voce guida né introspezione, delicata come la resa della ragione all’impeto della fantasia. La fantasia. E’ scatenata e autoironica, senza eccessi ma piena di sbavature come a dire: “vedi com’è stupida la mia fantasia? Ma com’è fantastica però!” Perciò il mondo animale, decorato dall’invenzione (esistono dei pesci chiamati fragolini fluorescenti!), riacquista i colori e la gioia della prima volta in cui un bambino si tuffa in un fumetto.

Pubblicato il 18/11/2006 alle 2.43 nella rubrica cinèma.

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