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Mamma, la prof mi tocca!

Ennò. Me l’ero spromesso, ma, io, due parole sulla faccenda, le devo pendere. Due. Mamma gari. Riduco a una, va’, è mammagari! Se vogliamo sciacquarci la lingua nell’acquasantiera allora diciamo che è uno scempio, che la farfallina della prof è un’indecenza, che i maschietti la farfallina la possono annusare solo in coetà, e al ballo dell’ultimo anno, e col letto in petali di rose. Ma, appunto, acquasanta che infetta la papille. Ma, appunto, letteratura senza scintille. Se invece vogliamo spolverarci di ottimo buonismo diciamo le cose come stanno, nel loro nome, e facciamo parlare me, o qualsivoglia altro maschiaccio. Premetto che il ragionamento che segue non è applicabile all’opposta circostanza della quattordicenne infiascata, per ovvie e innegabili differenze di cultura e sviluppo – le stolte femministe usino le dita per la bocca, adesso. Premetto, chiaramente, che di coscienza in coscienza si va a piedi di piombo, e che ogni quattordicenne masculo si guardi dentro -e sotto- per trovare il gusto, e la conseguenza. Appunto, la conseguenza. Ci sarà. Ma siamo sicuri che debba essere malefico trauma? Io l’annuso lo ebbi poco dopo i dieci. E nessun trauma, anzi. Fantasia a catinelle e sana vita sessuale che fa sana la vita di per sé. E aggiungo – si sottraggano coloro che sotto le ascelle ci mettono l’incenso a deodorarsi – se alle superiori la prof  di Greco si fosse alzata un po’ la gonna nessuno sarebbe stato più lontano dalla condizione d’offeso quanto me. Diciamole le cose, non preghiamole, chè di chiese ce n’è già troppe. Ma che offeso? Turbato quanto vuoi, ma è scritto forse sul retro della confezione dell’uomo che il turbamento è da scongiurare? Quanto mi turbava, a dieci anni, la prima guerra in Iraq non lo si legge nell’acquasantiera? Quanto i rapimenti dell’anonima, niente? Quanto mi turbò il figlio ibrido di un visitor, nemmeno? Quanto mi turbava il neo pustoloso della prof di educazione tecnica alle medie nessuno lo denuncia? Al bando la cultura del decrepito ma cerca e cerca che qualcosa ci trovi. Il sesso, il corpo della donna, i merletti della gonna della prof di Greco, questi sono miracoli, bellezze, e che quattordici anni sia una giusta età lo dimostra il grado di calata dei calzoni dei protagonisti. Non altro.
Mammagari!

 

O’Munaciell

 

Pubblicato il 15/11/2006 alle 14.50 nella rubrica 'O Munaciell'.

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