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Questo è brutto. Potete non leggerlo che non m’offendo.


E sì che sul fenomeno si può vederla così o cosà, o pomì e pomà più in qua più in , e qua; ma una cosa è certa: chiedetelo alla folla se fenomeno c’è. L’anima di Merola mi ha impedito di raggiungere l’università perché quella piazza m’è percorso obbligato – poco dramma, per quel secco ossario che vi ci propinano. Allora accendo la tv. Reti libere, di quelle che per tutta la settimana si parla di De Zerbi e Calaiò bene; finchè il Napoli non gioca e se ne parla, poi, male. Inquadrano la piazza di Masaniello. Zeppa. Crema infilata a forza nella sfogliatella. I vicoli attorno, zeppole esplosive. Via Marina è una barricata umana. Bandiere, santini, vessilli d’ogni madonna. Nella chiesa facce equivoche, un D’Alessio travestito da curva B. Pure Bassolino c’è, distinto e distinguibile come sempre. Uno spettacolo l’uscita di scena di Mario Merola. Roba da Totò, da Magnani. Roba nazionale, comunque, se stiamo ad ascoltare gli accenti della gente che dall’alba pigliava posto nel Carmine. O quantomeno popolare, tanto popolare, d’un popolo così popolato che fai fatica a coordinarti temporalmente. Una cosa mi chiedo – le altre le so. Quando è morto il papa c’è stato un bombardamento a fission di nucleo, per una settimana e più, aria mistica che m’ ha fatto venire l’acquolina per i voti. Ora, mischiando sacro e profano in omaggio alla massima abilità del defunto, una mezz’oretta di diretta in rai non era possibile? Il bene della folla, quando c’è (esclusa nazionale di calcio maschile), non è un brodo che purifica lo scolo?

Pubblicato il 14/11/2006 alle 15.0 nella rubrica televizione.

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