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Confessioni di una mente pericolosa

                      

Che Clooney continui alla regia, per carità. Nasconda la sua bella faccia dietro l’ottimo gusto per l’immagine. Questo film ha la pelle a scaglie, ne segui il profilo e senti il dito scartare, rapido, scartare e giocare col tempo. L’attore protagonista poi, ma quant’è bravo? No, ditemelo, quanto? Non voglio azzardare paragoni illustri, ma questo qui è d’alta scuola, Sam Rockwell, è di una malleabilità fuori dal comune. Mi piace, un insetto moggio che punge e s’ammala e ripunge e ammazza. Drew Barrymore, sebbene mi dispiaccia alquanto, qui è convincente in un ruolo rarefatto di dura definizione, di schema labile. Donna, amante, perfetta per l’uomo illeggibile. Un viaggio nella vita di un mediocre di bifronte talento. La puzza della televisione show-biz. La puzza delle agenzie governative. La puzza del drogato di morte. La puzza d’astinenza. La puzza immacolata del vizio.

 

[Stavolta tagliamo corto, che c’ho un pranzetto da preparare]

Pubblicato il 12/11/2006 alle 11.0 nella rubrica cinèma.

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