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vocalismo

Postero: brano dal futuro

                          
[In quegli anni l’Italia, ancora repubblica, si vedeva presa d’assalto da orde d’immigrati nordafricani, o slavi, alle quali orde reagiva da paese moderno e collaudato quale la sua classe dirigente lo dipingeva. Termini generici e gassosi quali razzismo, intolleranza, nell’opera di assoporiferazione dei mezzi d’informazione erano stati dimenticati, se non cancellati. Ma - fu scritto - dove dall’alto i fili celano, dal basso i ventri scacano: al 2 Ottobre del 2006 si fa risalire il primo atto di vocalismo, da più parti considerato la vera piaga di tutto il primo secolo del terzo millennio. Ebbene, per l’assoluta sottigliezza del fenomeno, o per la sua apparente mancanza d’ogni logica sostanza, gli studiosi tardarono a valutarne la gravità. Torniamo al 2 ottobre 2006: un manipolo di ragazzi romani assaltò, dandolo anche alle fiamme, un bar frequentato da romeni: romani contro romeni. Ma, cos’era accaduto? La società non s’era avveduta che la cancellazione del termine/contenitore “razzismo” dal pubblico vocabolario aveva portato sì all’eliminazione anche del contenuto (congettura di superiorità fondata sulla razza etc..) ma non del germe ultimo, o primo, da cui il conio della parola era stato forgiato. Così il notevole incremento degli ingressi di extracomunitarii cozzava con l’incapacità del vocabolario stesso: il disagio, dovuto alla differenza, non trovava sbocco semantico, sicchè si riversò nei vizi di forma. In sostanza: che il gruppo estraneo si qualificasse romeno, al gruppo dominante  -che si qualificava romano- non poteva andar giù, come se la precedenza della vocale “a” rispetto alla collega “e”, oltre che dello stesso gruppo umano romano nella zona, potesse in qualche modo autorizzare l’azione, la pulizia vocale: vale una “e” l’originalità della “a”? Inutile sottolineare la confusione della popolazione pugliese a riguardo. Eppure tutto si semplificò, e la portata del fenomeno fu di conseguenza riconosciuta per la sua gravità, quando in tutto il Paese frotte di muli presero ad attaccare i moli nei porti, dopo aver, in preda a fregole da riproduzione, calpestato interi campi di fragole; le gemme secernevano gomme; i treni deragliavano sui troni. Solo quando una pèrca (pesce persico) aggredì nel fango una porca fu dichiarato lo stato d’allerta nazionale. Era già il maggio del 2008.]

 

Da “Analisi della genesi del Vocalismo”, di Alberto Trenino, 3056 d.C.

 

Pubblicato il 3/10/2006 alle 20.53 nella rubrica Postero.

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