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blowjob

                                                  

Un duè trè, sigla: “Blow-joooob!”
Immagina il rullo di tamburo. Di nuovo l’urlo “Blow-joooob!!” con sfregamento di chitarra elettrica di compagna: “fleau-fleaaaauur”! S’apre il sipario, nero, infralluccicato di stelle e puntini di polvere brillante, stelle uguali… blow-joooob! Adesso la fisarmonica s’arrampica, come suole, per quelle chiocciole che circondano invisibili le tempie di chi ascolta: “blow-jooob!”. Dal sipario esce la sinfonica scritta : televisione italiana, - sottotitolo: - dove si può oltre la carta igienica.
Ora, concentrati, scomodiamo gli occhioni di Alex, nel cinema correttivo del vecchio Stanley: ecco, falli tuoi (ndr: cazzi tuoi): una raffica di vento e sputo accompagna quel vortice di inventiva che è l’odierna televisione ricca, quella che move i quatrini, e, ancora, blowjoooob!! Venti coglioni s’appendono al pozzo  venti sgualdrine svendono pacche venti cinghiali gli scoppia l’uccello venti cazzoni si fregano i palmi venti realiti fanno una sega venti seghe fanno una vespa venti diarree di amici a Maria venti circensi pedalano piscio venti santoni si sputano in cielo venti santori con venti clonati venti tiggì che m’invitano a nozze venti tiggì che mi invitano a morte: ora, fiato tirato, ssh! gigantesco blowjooob!!
Entra Pupo, di soppiatto, vuol cantare, vuol puntare, vuol giocare, vuol donare, soldi, quatrini, vuol sbottonare l’impalcatura della D’Urso, svelare San Gennaro che le regge l’ovatta, vuole scavare fra i capelli di Alba, Parietti, per trovare quale ragione muove una muffa, la muove ad ammuffirsi le calze. Blow-job, misuro la distanza dallo sbocco della fogna: venticentimetridipiomboèuntubochel’auguro. Catodico è una promessa non mantenuta, indigesta, direi. Piombo rende meglio il realismo della mancanza di realtà in ciò che pure, dalla realtà, troverebbe forza e colore se solo l’elettricità dell’immagine fosse accompagnata dall’elettricità appuntabile a un qualunque elettroencefalogramma – muto – di un vertice di blow-job. Faccio l’elenco: datemi un canale con tanto di troupe, datemi mezza giornata almeno, due ore pure mi consolerebbero: datemi due ore su un canale nazionalberlusconiano o nazionalpopolaravverso, che sia! Due ore che siano due, e altrettante a chi quaggiù leggo, a chi tengo linkato di fianco e a chi metto a preferire, ai cervelli che brulicano più del silente sottobosco di chi la bella faccia la pone di traverso alla camera: blow-job!!!
E non mi si racconti della vecchia favola del telecomando: cappuccetto rosso, se dio è morto, s’è fatta mettere l’uccello per battere con accento portoghese: double blow shemale job!! I pulsanti, checché ne dicano gli autori della plastica, sono interscambiabili, zanzare in sequenza sanpietroburghese. Da parata a parata cambia solo la densità della fece, ma si sa, è questione d’acqua ingerita, disse il cacologo. Blow-job, rispose la tivvù.

 
Ce n’è di spreco su sta terra con queste croci che sono pali. Poi si lamentano per un semplice, sfigato, noioso nazareno.

 

 
O’Munaciell

Pubblicato il 29/9/2006 alle 1.58 nella rubrica televizione.

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