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Rona... che?

                        
Non è che mi ripeto. C’è gente e gente. C’è gente che ha i coriandoli e gente che ha i fulmini, nella testa. O’ professore piglia per mano una nazione, l’invita al suo walzer, detta i momenti e, alla fine, vince. C’è gente invece che dovrà ciucciare tanto latte ancora prima di poter solo pensare di invitare al samba, altroché. E se la nike non ha la tetta abbastanza dissetante i cazzi sono suoi: pallone e traverse d’oro sì, ma la battaglia sul campo è un’altra cosa, è una messa per mani pure. Un mio caro amico – che in qualche commento  si trova sotto pseudonimi quali livor ipse, o ipse liquor, o sivor ipse – è in Francia, Paris. L’ho sentito ieri dopo il quarto, e imbrodo invidia dalle ginocchia chè stava nel mezzo della festa del mio Zizou. Però m’ha elargito fonici cori: ai Campi Elisi, e davanti a Nostra Dama, la nazione canta Zizou! Zizou! E’ stato capace, fottuto amico caro, di andarsi a imbucare nell’unico posto al mondo in cui credere in un eroe d’agone non è imputabile d’ anacronìa ma, anzi, è segno – sogno – d’altissima dignità civile. L’eroe anziano, o’ professore… perché quando si ama qualcosa (lo ricordate spento a Madrid? cos’è, a confronto, questo guerriero?) arrivano forze da sotto alle mattonelle e dai tubi di scappamento, e fanno un ciclone d’inarrivabile potenza. Da italiano devo tremare già d’ora. Ma da uomo non posso che farne acquolina di quei tremolicci.
 

Pubblicato il 2/7/2006 alle 12.30 nella rubrica sport.

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