.
Annunci online

ciromonacella
'o munaciello


Diario


20 febbraio 2007

L(’)oro in fuga

                                  Racconto del Munaciello
                         
... è sempre tempo per un colpo di scena...
                      
Lei corse in auto prima che le sirene si facessero azzurre per esser vicine. Morse l’acceleratore con forza mascellare, senza affatto distrarsi per la smagliatura nella calza, e incrociò la strada fino all’ingresso della banca. Lui uscì, sudato e impaurito, col ferro lucido dell’arma sotto al sole, e le ciocche di capelli a fargli lo sguardo selvatico. Balzò in auto e furono già in corsa. Imboccarono il viottolo per la collina gialla, che si sfarinava dietro all’auto levandosi in aria da sotto ai copertoni e oltre il paraurti. Dietro di loro una colonna di gazzelle ululanti mangiava la stessa polvere di collina, gialla sui parabrezza, davanti ai vispi berretti delle guardie. Ma lei non guidava da anni, poichè in carcere non è che ci fosse gran disponibilità di quattro ruote, e, sebbene avvalorasse il suo istinto di sopravvivenza carpendo a intuito i mutamenti del dorso del colle, le auto dei poliziotti mostravano maggior sapienza a quella velocità. Metro dopo metro la polvere si sollevava sempre meno dall’auto in fuga, segno che il pendio stava sforzandosi di assecondare un diritto terreno più che divino, e segno, al contempo, che l’istinto di sopravvivenza di una rapinatrice conserva pur sempre dei limiti raggiungibili per quanto lontani questi si presentino.

La testa della colonna speronò l’auto dei due, una prima volta, con tonfo secco di lamiera. La seconda volta il manubrio perfino ne subì il colpo, e la donna non potette evitare che le ruote deviassero il loro bel faccino abbronzato verso il burrone a destra. Prese la discesa, l’auto, per venti metri circa, fino a schiantarsi in un tronco avvizzito sbuffando vapore dal cofano anteriore. I poliziotti scesero dalle auto lassù in strada, e si rotolarono mano all’arma giù verso i due fuggiaschi, con facce ringhiose, mentre i rapinatori, ripresisi dallo stordimento dell’urto, sgattaiolarono dai finestrini e si diressero in avanti. Costeggiavano l’orlo del precipizio tenendo ben stretto il sacco coi dollari e badando, con altrettanta cura, a non sgualcirli oltremodo. L’uomo all’improvviso s’accorse che una flottiglia di nuvole aveva fatto banchetto del sole, e il cielo adesso era d’un tono più basso, torvo, quasi fosse più vicino. Così le sterpaglie, che erano l’unico schermo protettivo fra loro e il baratro, a destra, nude della loro ombra, sembravano mortali e inspiegabilmente puerili. Dietro, quelli andavano con la decisione che è arma impropria del superficiale, o di colui che è avvezzo a non meravigliarsi dei piccoli miracoli di colore, ma che grazie a questa indole numerologica giunge prima, e meglio, alla meta. Per cui gli erano a poche decine di metri.

Lei rallentò non appena se ne rese conto, sedotta dal fetore della sconfitta, che è come un’etereo mastice, e barcollò nelle ginocchia, belle, le ginocchia, rosa di perla, a contrasto col dorato della terra. Ma lui non seppe andare avanti, perché l’amore è sacramento che ordina di essere osservato e concluso proprio quando è prossimo all’agonia… così fece quel passo indietro, e la raccolse, mormorandole poche parole all’orecchio, poche ma fitte. La portò con sé spellandole le ginocchia, facendole stillare sangue sui sassolini senza che ciò gli causasse il minimo dubbio, infatti anche l’uomo, per quanto si adoperi a drizzare il capo fra le altre bestie, è in fondo un animale capace di lasciare la pelle a terra pur di proteggere ciò che di essa si avvolge.

Una curva, lì davanti, verso sinistra, mentre a destra ancora minacciava il precipizio. Lui la percorse velocemente, scivolando poco nelle caviglie, ma immediatamente sbiancò quando s’accorse che pochi metri ancora ed era burrone anche davanti. Il sentiero era finito. Serpente sospeso nel burrone con la forza della coda, e dietro i poliziotti… che già le loro parole iniziavano ad essere distinguibili: non più suoni continui e arrancati, ora minacce, intimazioni ad arrendersi, notificazioni della mancanza di alternativa. Tornare al carcere equivale, per chi c’è stato, alla definitiva rinuncia non della libertà, ma del ricordo di essa, e i due stavolta erano prossimi alla fine delle loro storie individuali, ed anche della loro strada comune. Quando misteriosamente – come per intercessione astrale, anzi: per intercessione astrale – le nuvole si dileguarono, lente e assonnate, quasi brontolone, ma soavi come zucchero filato premuto sotto al palato, finchè non tornò il sole con tutta la sua aria di trionfo sulle spalle. In pochi istanti la temperatura salì. Non troppo, un grado, forse. Ma tanto bastò a far sciogliere il burrone, e i due amanti, poiché lui era cuoco e ben dimesticava di quelle circostanze, si appollaiarono su una noce di collina e fecero per staccarla dal resto della montagna. Così fu. Quella, prima slittò giù delicatamente, poi si staccò e precipitò. Ma i due si tenevano ben stretti l’una all’altro e l’altro al pezzo di burrone, e quando toccarono il suolo erano liberi e soprattutto incolumi, perché il burro è morbido, e assorbe il colpo.

O'Munaciell'




permalink | inviato da il 20/2/2007 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (43) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio        marzo
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
mirada pirata
fantacucina
sport
cinèma
duende
televizione
'O Munaciell'
a lo mejor es un rincòn
Postero
Memorie del Munaciello

VAI A VEDERE

CINEMA

Arriva La Bufera
Zodiac
Manhattan
Zatoichi
l'arte del sogno
Hannibal Lecter
club silencio 1
club silencio 2
inland empire
Hero
NuovoMondo
L'ultimo bacio
spielberg
slevin
domino
sucker free city
amoresperros
prime
broken flowers
a straight story
filologia germanica zombie
volver
codice da vinci
guantanamera
hostel
crash
inside man: la 30° ora
il caimano
la promessa
Babel
Munich
Confessioni di una mente pericolosa
Bregovic
l'amico di famiglia
everything is illuminated
il diavolo veste prada
little miss sunshine
Le vite degli altri
Le conseguenze dell'amore
saturno contro
arthur e il popolo dei minimei
the departed
Crocevia della morte
blood diamond
Come Harry divenne un albero
Vertigo
le avventure acquatiche del capitan Zissou
Il mercante di pietre
Frankenstain Junior
Bobby
New York stories
Apocalypto
Le regole dell'attrazione
I falchi della notte



scrivimi qua:
mooncium@libero.it



da Libmagazine
No Country For Old Men
Sogni E Delitti: to kill or not to kill
Caos Calmo
Irina Palm, vedova delle pippe
Into The Wild
Eastern Promises
La Ragazza Del Lago
Tv-Days
Paranoid Park
L'uovo di natale
Il Beowulf del pc di Zemeckis
Niente è come sembra. L'artista e il pubblico.
Pornografia ed erotismo
Un trip da Don Chisciotte al Dr. Gonzo
Il superomismo di Danny Boyle
La festa del cinema non può accecarci
Planet Terror
Venezia, l'abboffata di ogni Crono
Il buio nell’anima
Il vortice della vita non è così asciutto
Sognando un altro sogno
Il controtempo di Kitano
Flags of our fathers
The Good Shepherd
Morricone, l’omino della musica
Saw 3, so bad
300, la levata dei figli di Serse
Inland Empire
L’ultimo re di Scozia

Clicca qui per
le mie vignette


Blog-roll

Agiamo

Aioros

Alcestis

Alterego

Angolo Di Bolina
Angolo Sbocco
Arciprete

Aronne

Arrabbiato

art.2

Baol

Barbara

Bazar

Blogodot

Bloggerperfetca

Buraku (yoshi)

Ciechielefante
CuncettaMente
Desaparecidos

Diderot

Eco di sirene

Eginone

Espressione

Formamentis

Francesco Nardi

Galatea
Giorgiodasebenico

Heartprocession

Ioguido

Jimmomo

KK

Kulturadimazza

Makia

Malvino
Marcoz

Metilparaben

Miss Welby
NickFalco

Nic Pic
Numerabile

Pasqualedigennaro

Pensatoio

PDN

Poldone
Raccoon

Raissa

Raser

Rip

Sannita

Ugolino

Unaperfettastronza

100e500mhz

         Videos 

Le favolette Dell'Elefantino
  
              clicca sull'immagine


        La Bomba

  
      clicca sull'immagine


       Alta Marea
 

      clicca sull'immagine


    La Rossa in Rosso
  
 
     
clicca sull'immagine 

     Guido Guidacciu
  
  
               clicca sull'immagine!

       God, d'oro
  
               clicca sull'immagine!
         
      Fumettini
    
  Prima parte
Italia-Francia

           clicca sull’immagine!
 


Seconda parte Italia-Francia

       clicca sull’immagine!


    
  
 



Disclaimèr
Parliamoci chiaro. Questo blog non è un albergo né un giornale. Non è una carta, non è giornaliera né qualcosa da mangiare. Questo blog rappresenta l’offesa della tecnica all’uomo, e viceversa. Non è me, non è il munaciello che vi parla, non è me che vi dico, anche perché voi non esistete che in certe vecchie cartoline. Io e  te non esistiamo e, soprattutto, non coincidiamo. Quindi nel caso in cui tu avessi qualche soddisfazione da chiedermi per cose che ho detto o fatto a te o a qualsiasi tua parente di gradevole aspetto, non hai che da dadà darmi appuntamento domattina all’alba – facciamo alle cinque che prima delle cinque la gallina non fa l’uovo e posso mai duellare a stomaco vuoto? – dietro la chiesa abbattuta e sconsolata. Oppure mi chiedi con urgente violenza di rimuovere, ed io, che so intendere senza mercanteggiare, rimuorrò.

Stesso discorso vale per le immagini, le foto, e soprattutto per le cose che non capisci. E per quelle che non capisco io. Stesso discorso non vale invece per le sparatelle dei commentatori. Quindi altro discorso:



 

Technorati Profile

CERCA