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'o munaciello


Diario


4 febbraio 2007

Una festa di cocoriandoli

   

 

Una festa di cococoriandoli, prima che vengano a rompermi la porta i gendiari, i gendarmi incendiari, quegli ometti con elmetti rossi e verdi come pummarole. Quelli lì, e voi che ne sapete? hanno le ali a parlantina, e portano sempre appresso una stuola di catrame tendente al ruggine, con cui pigliano a sferzare la schiena della vittima. Se non trovano schiena si sfogano sulla coscienza, chè loro sanno dove trovarla. Io no. Certe volte, specie di notte, mi pare quasi di sentirla, ma è più un lei sente me, un lei allunga mani pelose verso il mio ventre e stritola con un ghigno bavoso da cagna cattolicoforme (l’ingegno del cattolico è nel disprezzo per ciò che ama). Questa è la coscienza, ecco perché dio notte.. di notte metto – questi lappi froidiani – l’amo in qualche scoglio e vedo cosa abbocca, se storia, se uomo, se donna, se morto, se vivo se vecchio se bimbo, insomma coscienza altrui. Cozze, tante volte. Questo pepe che spargo mentre quasi dormo gli brucia il culo ai gendiari, mentre fuori dall’uscio a sbatterci le nocche da flamenco, e sangue, e sabbia, i gendiari dicono a voce alta, per partecipare tutto il condominio e le ville del vicolo, dicono a voce alta tutte le cose, per filo e per segno, che devo fare, rifare, strafare, di giorno e nei giorni a venire. A venire, a venire mi sembra quasi una promessa mancata in partenza. Una partenza senza lenza, senza direttrice da seguire né da fuor viare. Dicono di labirinti che terminano in “s”, di poetuncoli che giusto mutuavano l’appellativo e la corona dall’amicizia con un signore, un o il signore. Dicono di labirinti che sono già finiti – ad esempio: quando Jack Nicholson entrò nel labirinto, secondo me, già sapeva tutto, ora, ditemi, perché io dovrei, avendone un esempio, andare a cercarmi il ghiaccio per faccia e naso e bocca?

Insomma, credo che dovrei aver diritto ad una sovvenzione statale per mettermi a trovare il modo, non algebrico, di fuggire a certi fatti inventandone altri. Mi sembra equo. Solidale. Mi sembra indispensale. Mi sembra degno di uno stato civile e avanzato. Di una civiltà matura e responsabile. Di una civiltà omocentrica. Di una civiltà omofobica. Di un uomo centrato. Di un certo uomo nuovo, cioè giovane. Di un certo uomo giovane napoletano che sarei io.

Arrivederci e grazie.

 

(e chiudete la porta ai gendiari)

 

O’Munaciell’




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4 febbraio 2007


E a me, che sono un bambino ingenuo senza una sbavatura di malizia, mi fate credere dalla tivvù che nella vita basta scegliere ciò che non si sa fare per avere successo. A me fate ascoltare capre che cantano e guardare lombrichi che danzano, muti che parlano alle camere dove tonti s’azzuffano sulla nazionalità di Mandela: brasiliano o san marinese?
No, ma io non ve la passo liscia. Vado a fare il provino per architetto con specializzazione torri pendenti, e vediamo.




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4 febbraio 2007

La palla è quadrata /2

                

Il pm di Catania, Renato Papa, sostiene che fermarsi, sospendere i campionati, sarebbe un errore perché significherebbe che lo sport è ostaggio di bande di delinquenti. E diamogliela pure buona nella misura in cui fermarsi, in questo paese, debba intendere proprio… fermarsi, cioè stendere la natica nella palude e attendere il messia, la mamma madonna, al peggio un santo al volo – poi dicono che la chioccia vaticana non c’azzecca coi nostri malanni!
Proviamo invece a immaginare, nella fattispecie, un nuovo significato per quel verbo. Che Italia sarebbe, questa del pallone in emergenza, se fermarsi varrebbe sospendere i campionati mentre - contemporaneamente, e fino a risultati ottenuti - si procede a slacciare le manacce del tifo organizzato dalle società sportive? Io non credo che gli ultràs si procurino diritto di parola per atto unilaterale, altrimenti potrei svegliarmi domani e decidere di chiedere gratuitamente una dozzina di biglietti per la prossima trasferta del Napoli e invitare anche te. No! L’altro contraente è molto più potente economicamente, eppure cede al compromesso: perché? Cosa ne ottiene?
Diffido dal ruolo ombra dei presidenti delle società. Ed è per questa diffidenza che mi auguro, in via precauzionale, l’immediata sospensione di tutti i campionati italiani di calcio a tempo indeterminato.

 

Tanto io il fantacalcio non lo faccio.




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Parliamoci chiaro. Questo blog non è un albergo né un giornale. Non è una carta, non è giornaliera né qualcosa da mangiare. Questo blog rappresenta l’offesa della tecnica all’uomo, e viceversa. Non è me, non è il munaciello che vi parla, non è me che vi dico, anche perché voi non esistete che in certe vecchie cartoline. Io e  te non esistiamo e, soprattutto, non coincidiamo. Quindi nel caso in cui tu avessi qualche soddisfazione da chiedermi per cose che ho detto o fatto a te o a qualsiasi tua parente di gradevole aspetto, non hai che da dadà darmi appuntamento domattina all’alba – facciamo alle cinque che prima delle cinque la gallina non fa l’uovo e posso mai duellare a stomaco vuoto? – dietro la chiesa abbattuta e sconsolata. Oppure mi chiedi con urgente violenza di rimuovere, ed io, che so intendere senza mercanteggiare, rimuorrò.

Stesso discorso vale per le immagini, le foto, e soprattutto per le cose che non capisci. E per quelle che non capisco io. Stesso discorso non vale invece per le sparatelle dei commentatori. Quindi altro discorso:



 

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